Da qualche giorno si è conclusa l'escursione di studio a Trento ed al Parco dell'Adamello del nostro sodalizio, organizzata nell'ambito della collaborazione tra L'Unione Italiana e l'Università Popolare di Trieste.

Nove fortunati hanno potuto passare tre giorni nelle terre e nei luoghi ricchi di storia, di tradizioni e di cultura, nonostante le condizioni atmosferiche certamente non clementi.
Come di consueto, per la nostra comunità, la lezione preparatoria si è tenuta a Trieste giovedì 11 settembre. Pernottamento in collina e pronti la mattina seguente ad aggregarci con le altre comunità per la volta di Trento.
Trento città di storia e di origine romana, nonchè antica sede arcivescovile, ci ha accolto in tutta la sua bellezza. Guidati dalla Flavia Pedron abbiamo dapprima visitato il Castello del Buonconsiglio e poi il centro storico.
A dimenticavo, il tutto non prima di una sana e corpulenta mangiata in un locale tipico della zona.

Nel tardo pomeriggio ci siamo diretti verso il nostro albergo in località Pinzolo, non lontano da Madonna di Campiglio, e lungo il tragitto abbiamo potuto ammirare le bellezze paesaggistiche come quelle del Lago di Toblino e la valle glaciale del fiume Sarca.

La seconda giornata è stata interamente dedicata alla conoscenza del Parco dell' Adamello: lezione didattica sulla flora e sulla fauna a Stenico.

Successivamente abbiamo raggiunto la Val Genova per visitare le Cascate del Nardis. Mangiata e successiva escursione nel parco, accompagnati da una guida autorizzata, nonostante la pioggia a dirotto.
Causa condizioni atmosferiche pessime il programma ha subito delle variazioni e grazie, alla maestria del direttore Organizzativo Fabrizio Somma, e con l'aiuto di Eleonora Cunaccia e della coordinatrice del Consorzio Turistico della Val Rendena, Daniela Chesi, abbiamo potuto visitare, a Borzago, il Museo storico del fronte 1915/1918 sull' Adamello.
Nel corso dell'ultima giornata visita alla splendida chiesa di Pinzolo, famosa per la raffigurazione della "Danza Macabra" del ' 500 descritta superlativamente da Giuseppe Ciaghi. Impressionante e sconvolgente. Niente altro ni viene in mente alla raccapricciante vista degli affreschi.

Salita verso Madonna di Campiglio, in tempo per bere un tè, viste le condizioni di assoluto congelamento e poi tutti a pranzo a quota 1.500 metri, al rifugio Prà Rodont, ma non a pidi, ma, bensì, in funivia.
Polenta, carne di cervo e vino e formaggi locali lo hanno fatto da padrone. Ed ancora polenta ed ancora vino, sapori e quantità che ci hanno accompagnato fino al nostro rientro a Zagabria.
Giovanni Mucciacciaro
È mercoledì 14 novembre quando dieci membri della nostra comunità si ritrovano a Zagabria, nel posto convenuto, per partecipare alla prima escursione di studio della loro storia comunitaria.Grazie all’eccellente organizzazione, dell’Università Popolare di Trieste, in collaborazione con l’Unione Italiana di Fiume, c’è stato concesso di trasferirci, a Trieste per assistere alla lezione preparatoria tenuta dal professore Enrico Lucchese.
Cena e pernottamento a Trieste e di prima mattina ci siamo uniti al resto del gruppo che era composto da membri delle comunità di Buie e Sissano. In tutto eravano 60. Un bel gruppo, niente da dire, affidato nelle mani sapienti del Direttore Organizzativo dell’UPT, il Dottor Fabrizio Somma.
Tutta la giornata di giovedì l’abbiamo trascorsa viaggiando, si fa per dire; in realtà ci si è, piano piano, in modo discreto, incominciati a conoscere e poi a collaborare nei giochi, nei canti e nella visione dei film, che di volta in volta avvenivano.
Tardo pomeriggio Roma, albergo “Charhotel” sistemazione e cena.
Stanchi del viaggio e vogliosi di “divorare” la città il giorno seguente, subito a letto, almeno per molti di noi.
Venerdì 16 novembre iniziano le visite della città: Musei Vaticani per l’immancabile lezione storico artistica alle mirabili opere in affresco della Cappella Sistina di Michelangelo Buonarroti e delle Stanze della Segnatura di Raffaello, proseguendo poi con la piazza e la Basilica di San Pietro.
Nel Pomeriggio ci siamo immerci nel cuore di Roma, abbiamo così potuto ammirare molti monumenti della città: da Piazza Navona al Pantheon, da Via del Corso a Piazza del Popolo, da Piazza di Spagna a Trinità dei Monti, da Piazza Colonna alla Fontana di Trevi, da Piazza Venezia al Mausoleo di Vittorio Emanuele II. Dopo la cena, il classico, ma mai uguale, “Roma by night” in pullman, che ci hanno permesso di capire la grandezza dell’area cittadina.
Sabato 17 novembre in mattinata, abbiamo sfruttato il tempo a disposizione nel modo migliore possibile. Si è partiti con l’itinerario che ci ha portato a visitare l’area in corrispondenza del Tevere e la vicina isola Tiberina. In rapida successione, abbiamo ammirato il Tempio di Vesta, il Tempio della Fortuna Virile, l’Arco di Giano, il Teatro di Marcello per giungere al Campidoglio, sul Colle del Palatino, dove si è potuto ammirare nel rifacimento architettonico di Michelangelo del Cinquecento.
Subito dopo siamo stati “presi” dal Foro Romano e dal Palatino, abbiamo visitato i Fori Imperiali, la Basilica di Massenzio, l’Arco di Costantino, per finire con l’Anfiteatro Flavio o più comunemente Colosseo e con il Circo Massimo.
Stanchi, infreddoliti, ma soddisfatti, perché non capita tutti i giorni fare i turisti a Roma e per lo più sopportati dalla costante e puntuale attenzione e sapienza delle nostre guide.
Si, infreddoliti a causa delle condizioni atmosferiche che sono state a dir poco proibitive, o meglio in accordocon il tardo autunno: pioggia e temperature basse, ma nonostante ciò non abbiamo modificato il programma prestabilito, anzi, si è svolto con la totale soddisfazione dei partecipanti.
Questi quattro giorni ci hanno permesso di toccare con mano due gruppi storici di connazionali,quelli di Sissano e di Buie.
Abbiamo scambiato idee, esperienze e prese le misure per contatti successivi con il presidente buiese e la responsabile della CI di Sissano.